L’Orto Botanico di Roma. Le piante, il tempo, lo spazio.

21 Mag
21 maggio 2018

L’Orto Botanico di Roma – Se a primavera, in aereo, sorvolerete il Mar Baltico, fra la Danimarca e la Finlandia, potrete vedere il mare ricoperto di giallo. Sono giganteschi aloni galleggianti formati da tonnellate e tonnellate di polline provenienti dalle foreste dei pini che crescono a quelle latitudini così estreme.

Le conifere sono piante molto antiche e insieme alle felci particolarmente diffuse durante l’epoca dei dinosauri, che ne andavano ghiotti. Ecco perché la dentatura di molti sauropodi erbivori è così robusta. Eppure, il grande dispendio di energia richiesto loro per la produzione del polline ha fatto sì che a lungo andare questo gruppo di piante non si rivelasse competitivo. Centoquaranta milioni di anni fa si sono, infatti, diffuse le piante con i fiori.

Il fiore non fa altro che affidare un unico granulo pollinico ad un insetto piuttosto che ad un colibrì, che come un postino con una lettera, lo prende in carico portandolo a destinazione su un altro fiore. Molte specie delle piante con i fiori sono capaci di cicli vitali brevissimi, anche più brevi di una stagione, e per questo si sono diffuse e diversificate a velocità incredibile su tutto il pianeta, occupando i posti più favorevoli alla vita e relegando le conifere agli angoli più scomodi, come le scogliere del mare, le altitudini e le latitudini estreme di entrambi gli emisferi.

Passeggiando nella zona delle conifere dell’Orto Botanico, fra esemplari di pini e sequoie di svergognata bellezza, è possibile capire perché conoscere le piante sia importante per leggere il paesaggio che ci circonda. Ci dà la prova di ciò una grande famiglia delle piante a fiore, le Fagaceae, di cui fanno parte i faggi, i castagni e le querce. Questa famiglia costituisce il raggruppamento di piante arboree più importante dei nostri boschi. L’Orto Botanico conserva un tratto di foresta mediterranea, costituita in buona parte da querce, che ci indica come dovevano apparire le foreste ripariali del Tevere prima dell’arrivo dei romani.

Gli acanti dell’Orto Botanico, che possiamo osservare in fiore in questo periodo, annunciano l’inizio della foresta mediterranea. Il suo fiore bellissimo capace di conquistare l’insetto, ci testimonia che la bellezza è un fenomeno fisico universale, un fenomeno capace di travalicare le barriere di specie.

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